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CAMBIARE SENZA PAURA (27 Maggio 2015)

Cambiare senza pauraC’è una sfida che tutti noi, volenti o nolenti, consapevoli o inconsapevoli, siamo comunque chiamati a raccogliere. Una sfida dalla quale dipende il nostro stesso futuro e quello di chi ci sta vicino.

Questa sfida si chiama CAMBIAMENTO!

Mai come oggi questa parola è di così grande attualità. Rispetto al passato, il mondo continua ad accelerare sempre più, ogni decennio che passa, la velocità del CAMBIAMENTO continua ad aumentare il suo ritmo.

Proprio per questa ragione, ci dobbiamo abituare a vivere il CAMBIAMENTO nel modo giusto, come un’opportunità e non come una problematica. É come un’onda gigantesca dell’oceano che sta arrivando: ci sono persone che la subiscono cercando di sopravvivere, altre che salgono sulla tavola da surf e la cavalcano alla grande!

Questo cambiamento avviene in tutti i settori della tua vita, sia privata come nel lavoro. Ciò che riscontro quotidianamente da ormai vent’anni nel mondo del lavoro, visitando tante aziende, è la larga diffusione della resistenza al cambiamento, che frena soluzioni ottimali a favore di soluzioni tradizionali già conosciute, a discapito di veri e propri salti tecnologici proprio per paura del CAMBIAMENTO.

Questa scelta è dettata dalle nostre abitudini nel rimanere “NELLA NOSTRA ZONA DI COMFORT”, definita in PNL (Programmazione Neurolinguistica) come l’atteggiamento di adottare soluzioni e situazioni a noi già conosciute per non uscire da questa zona per paura del CAMBIAMENTO.

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CONTROLLO GEOMETRICO MACCHINA UTENSILE ISO-230


Controllo geometrico macchina utensileQuando ti trovi davanti ad una macchina utensile e inizi ad avere scarti di produzione che il collaudo ti rigetta e, allo stesso tempo, il cliente finale che sollecita la consegna dei tuoi prodotti, l’incubo ha inizio.

Se utilizzi macchine utensili ti sarà di certo capitato di imbatterti in questa situazione, dove tutto inizia ad non avere più senso, il tempo sembra non esserci più, le giornate infinite e lo stress alle stelle.

Le macchine utensili hanno anche loro bisogno ogni tanto di controlli generali di manutenzione preventiva, come cambio olio, filtri, controlli vari, ma, troppo spesso, dopo aver controllato gli elementi base, ci si scorda del controllo geometrico.

 

COME ESEGUIRE UN CONTROLLO GEOMETRICO
DI UNA MACCHINA UTENSILE?

 

Quindi, come puoi orientarti in questo mondo del controllo geometrico di una macchina utensile? Vediamo cosa le norme ISO dicono a riguardo questo tema molto delicato e importante.

La storia della normativa della macchina utensile, per quanto attiene le problematiche del collaudo, è tutta particolare e vale la pena costruirne una breve cronaca.

Verso la fine del 1927 apparve in Germania una pubblicazione che destò subito molto interesse fra gli addetti ai lavori. Si trattava di una pubblicazione del Dr. Ing. George Schlesinger della Scuola Tecnica Superiore di Berlino che cercava di porre su basi rigorose il problema del collaudo della precisione delle macchine utensili.

Era il primo tentativo che cercava di definire quali dovevano essere le caratteristiche minime che una macchina utensile doveva soddisfare per poterla considerare adeguata alle esigenze di lavorazione della produzione industriale di quel tempo.

Tale pubblicazione, negli anni successivi, venne elaborata, affinata, discussa in varie sedi, sperimentata da costruttori e utilizzatori di macchine utensili fino a giungere alla formulazione finale che, ancora oggi, è da considerare di profonda attualità.

I concetti che ispirano questa procedura che è, in assoluto e senza dubbio, da considerarsi la genitrice di tutte le Norme che ne sono derivate, rispondevano alla seguente fondamentale esigenza:

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L’Errore Del Tempo Ciclo

errore-tempo-cicloNel corso dell’ultimo secolo, in produzione, si è sempre rincorso il tempo ciclo, cercando di produrre componenti nel minor tempo possibile per poter ottenere una produzione oraria, giornaliera o mensile il più elevata possibile ed essere competitivi.

Questa rincorsa ha spinto aziende come PORTA SOLUTIONS a sviluppare macchine transfer sempre più performanti, sempre più veloci, con soluzioni innovative alla ricerca della riduzione dei tempi morti.

Un esempio pratico di questa rincorsa alla produttività è rappresentato da una macchina per produrre dadi in ottone che per anni abbiamo prodotto. Questa machina produceva ad un ritmo di 4.500 dadi l’ora, che significa un dado prodotto in 0,8sec.

Queste macchine TRANSFER sono delle vere monoposto da Formula Uno, con prestazioni di velocità esasperate, studiate per produrre 24 ore al giorno, sette giorni su sette.

Anche se contro intuitivo, dopo la crisi del 2008, questo scenario è cambiato. I primi sintomi di questo cambiamento si erano già visti agli inizi degli anni 90, ma il cambiamento aveva un ritmo molto lento, anestetizzato ancora dalla grande richiesta di volume. Con gli eventi del 2008 tutto si è velocizzato.

 

DOPO IL 2008 IL CAMBIAMENTO IN PRODUZIONE
HA SUBITO UN’ACCELERAZIONE

 

Dopo il 2008, più il mondo andava in crisi, più il fattore del tempo ciclo perdeva d’importanza. Mancavano i volumi da produrre che, fino a quel periodo, erano quasi una certezza.

Infatti la logica di produrre sempre più velocemente per poter aumentare i volumi perdeva senso, perché i volumi stessi calavano e non c’era più la necessità di aumentarli di anno in anno.

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CARENZA PERSONALE TECNICO: COME AGIRE

carenza personaleVisitando diverse aziende, sempre più mi rendo conto che c’è un problema che le accomuna quasi tutte: la carenza di personale tecnico.

Incontrandomi con Titolari d’impresa, Direttori di Stabilimento, Responsabili di Produzione, questo tema spesso viene a galla, con tutte le difficoltà che comporta e i problemi che genera.

 

Vendere sul mercato è, per molte aziende, la sfida primaria. Ai corsi per lo sviluppo d’impresa, che, a volte, più che per lo sviluppo, sembrano corsi di sopravvivenza per imprese, ti insegnano a puntare sull’internalizzazione.

L’internalizzazione, di per se, è una giusta teoria: non basarsi solo sul mercato interno è una buona idea per non rischiare troppo in un mercato solo, anche se internazionalizzare non è così semplice come si crede.

Comunque, diciamo che da bravi alunni abbiamo fatto pure questo, una parte di mercato interno, una parte di estero. Supponiamo di aver superato questo scoglio delle vendite e che il livello di fatturato e budget stia andando bene. Quando questo scoglio si supera si pensa che il più sia fatto…

 

ORA IL PROBLEMA É PRODURRE IL VENDUTO
CONFORME A QUANTO CONCORDATO NEI TEMPI GIUSTI
(ANCHE CON CARENZA DI PERSONALE TECNICO)

 

Ti stavo appunto dicendo di aver riscontrato, in varie realtà industriali che, una volta che si chiude un contratto di vendita, si apre una piaga enorme per poter portare a termine il lavoro con sempre più carenza di personale tecnico.

Ogni anno che passa si ripresenta sempre più frequentemente il problema correlato al personale che va in pensione e che non viene rimpiazzato con personale altrettanto qualificato. Una delle ragioni è che, spesso, questo personale che lascia l’azienda ha esperienza di decenni, e, anzi, molte volte è nato insieme all’azienda stessa.

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