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COME ESEGUIRE UN CONTROLLO GEOMETRICO DI UNA MACCHINA UTENSILE SECONDO LE ISO-230

Quando ti trovi davanti ad una macchina utensile e inizi ad avere scarti di produzione che il collaudo ti rigetta e, allo stesso tempo, il cliente finale che sollecita la consegna dei tuoi prodotti, l’incubo ha inizio.

Se utilizzi macchine utensili ti sarà di certo capitato di imbatterti in questa situazione, dove tutto inizia ad non avere più senso, il tempo sembra non esserci più, le giornate infinite e lo stress alle stelle.

Le macchine utensili hanno anche loro bisogno ogni tanto di controlli generali di manutenzione preventiva, come cambio olio, filtri, controlli vari, ma, troppo spesso, dopo aver controllato gli elementi base, ci si scorda del controllo geometrico.

 

COME ESEGUIRE UN CONTROLLO GEOMETRICO
DI UNA MACCHINA UTENSILE?

 

Quindi, come puoi orientarti in questo mondo del controllo geometrico di una macchina utensile? Vediamo cosa le norme ISO dicono a riguardo questo tema molto delicato e importante.

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QUANDO IL TEMPO CICLO E’ L’OBIETTIVO SBAGLIATO

Nel corso dell’ultimo secolo, in produzione, si è sempre rincorso il tempo ciclo, cercando di produrre componenti nel minor tempo possibile per poter ottenere una produzione oraria, giornaliera o mensile il più elevata possibile ed essere competitivi.

Questa rincorsa ha spinto aziende come PORTA SOLUTIONS a sviluppare macchine transfer sempre più performanti, sempre più veloci, con soluzioni innovative alla ricerca della riduzione dei tempi morti.

Un esempio pratico di questa rincorsa alla produttività è rappresentato da una macchina per produrre dadi in ottone che per anni abbiamo prodotto. Questa machina produceva ad un ritmo di 4.500 dadi l’ora, che significa un dado prodotto in 0,8sec.

Queste macchine TRANSFER sono delle vere monoposto da Formula Uno, con prestazioni di velocità esasperate, studiate per produrre 24 ore al giorno, sette giorni su sette.

Anche se contro intuitivo, dopo la crisi del 2008, questo scenario è cambiato. I primi sintomi di questo cambiamento si erano già visti agli inizi degli anni 90, ma il cambiamento aveva un ritmo molto lento, anestetizzato ancora dalla grande richiesta di volume. Con gli eventi del 2008 tutto si è velocizzato.

 

DOPO IL 2008 IL CAMBIAMENTO IN PRODUZIONE
HA SUBITO UN’ACCELERAZIONE

 

Dopo il 2008, più il mondo andava in crisi, più il fattore del tempo ciclo perdeva d’importanza. Mancavano i volumi da produrre che, fino a quel periodo, erano quasi una certezza.

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CARENZA PERSONALE TECNICO: ECCO COME AGIRE

 

Visitando diverse aziende, sempre più mi rendo conto che c’è un problema che le accomuna quasi tutte: la carenza di personale tecnico.

Incontrandomi con Titolari d’impresa, Direttori di Stabilimento, Responsabili di Produzione, questo tema spesso viene a galla, con tutte le difficoltà che comporta e i problemi che genera.

Vendere sul mercato è, per molte aziende, la sfida primaria. Ai corsi per lo sviluppo d’impresa, che, a volte, più che per lo sviluppo, sembrano corsi di sopravvivenza per imprese, ti insegnano a puntare sull’internalizzazione.

L’internalizzazione, di per se, è una giusta teoria: non basarsi solo sul mercato interno è una buona idea per non rischiare troppo in un mercato solo, anche se internazionalizzare non è così semplice come si crede.

Comunque, diciamo che da bravi alunni abbiamo fatto pure questo, una parte di mercato interno, una parte di estero. Supponiamo di aver superato questo scoglio delle vendite e che il livello di fatturato e budget stia andando bene. Quando questo scoglio si supera si pensa che il più sia fatto…

ORA IL PROBLEMA É PRODURRE IL VENDUTO CONFORME A QUANTO CONCORDATO NEI TEMPI GIUSTI

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