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CATTIVE NOTIZIE PER IL MONDO DELLA PRODUZIONE: LA CRISI È IN ARRIVO

I dati sono chiari. Nonostante alcuni segni positivi, la crisi nel Mondo della Produzione  è in arrivo e inizierà a far vittime nelle aziende italiane.

Cosa accadrà?

Puoi immaginarlo.

Le Aziende di Produzione inizieranno a chiudere una dopo l’altra e solo in pochi riusciranno a sopravvivere.

Tu sei ancora in tempo per salvarti insieme a quei pochi illuminati.

Come?

Introducendo velocemente il metodo Flessibilità Produttiva!

E puoi farlo prima che sia troppo tardi!

Con un’altra crisi/rallentamento alle porte, ci sono ben due reazioni distinte che gli imprenditori possono avere: attaccare o scappare!

La crisi è come una grande onda in arrivo. Sta all’imprenditore decidere se aspettare e subirla rischiando di annegare, oppure sfruttarla e cavalcare l’onda e per questo trovarsi avanti rispetto a tutti gli altri in una posizione di vantaggio!

Come accennavo sopra, puoi attaccare o scappare.

Se scegli la seconda opzione, come spesso molti per naturale istinto seguono, tagliando investimenti e sperando di sopravvivere, qui non ho molto da dire. I dati comunque non sono a favore di questa opzione. Basarsi su tagli e riduzioni e aspettare spesso è la causa poi della morte stessa.

Se poi sei fortunato e rientri nella piccola percentuale di aziende che rimangono a galla, la ripartenza spesso non la si riesce comunque a fare perché ci si è fermati troppo e magari il patrimonio lo hai eroso per stare in vita e non lo hai più per investire, lo hai usato solo per allungare l’agonia.

Ora ti illustro in quale modo le aziende nel tuo settore hanno “attaccato” e cavalcato l’onda della crisi del 2008 ed oggi TUTTE, dopo 10 anni sono, non solo in Business,

ma si ritrovano molto più avanti di chi, ai tempi, ha deciso di “scappare” e oggi sopravvive o addirittura non c’è più.

 

PRIMO MODO: AZIENDE UTILIZZATRICI DI MACCHINE TRANSFER

 

Nel 2008 la crisi iniziò ad aggredire non il mercato ma il loro modello di business che consisteva nell’utilizzare solo macchine transfer ad alta produzione per ottenere il tempo ciclo più basso possibile e di conseguenza il costo pezzo più basso rispetto ad un altro loro concorrente, mettendo a magazzino e vendendo il loro prodotto a più persone/paesi possibili.

Questo modello di business alla “Henry Ford” ha funzionato per decenni, e ha fatto prosperare molte nostre aziende italiane che hanno potuto, negli anni, imporsi non solo sul suolo italiano, ma anche e soprattutto all’estero conquistando grandi fette di mercato.

Tutto questo appunto funzionò fino al 2008.

Poi, in pochi mesi, questo modo di fare impresa crollò.

La concomitanza della frenata economica si abbinò all’espansione dei paesi asiatici.

Con il loro basso costo di manodopera e la voglia di emergere abbinata ad una politica del governo cinese di invadere, non con le armi ma con i prodotti altri stati esteri, ha fatto sì che in poco tempo tutto il nostro sistema italiano ed europeo di produzione non fosse più competitivo ma destinato a crollare come un castello di sabbia.

Questo era il quadro del 2008/2009 e degli anni a seguire.

Per fortuna, nel tessuto imprenditoriale italiano, un gruppo di imprenditori, pur non conoscendosi tra loro, aveva qualcosa in comune: la voglia di ATTACCARE e non di scappare, per cui, pur non avendo tutto chiaro come ATTACCARE, non si arrese.

Mi ricordo bene questo periodo buio. In quel tempo, l’unica cosa che potevo fare era ascoltare e cercare di “craccare il momento” che vuol semplicemente dire cercare di trovare una soluzione alla nuova situazione che la crisi aveva creato.

Dopo molti incontri e ascoltando vari imprenditori, pian piano si stava formando una problematica comune tra loro, ovvero la gestione dei piccoli/medi lotti, anche perché quasi la totalità dei clienti lamentava che i grandi lotti li stavano sistematicamente perdendo verso la concorrenza asiatica la quale però lasciava scoperta la richiesta dei piccoli/medi lotti perché troppo problematici da gestire.

Detto questo, un altro dato molto importante era che nessun cliente voleva più rischiare di produrre per il magazzino sperando poi di venderlo in futuro, perché questo modo di operare richiedeva molti capitali fermi a magazzino, riduceva la liquidità aziendale e, come sai, il magazzino, fino a quando non è venduto, rappresenta un rischio!

Su queste basi nel Mondo della Produzione è nato il METODO FLESSIBILITÀ PRODUTTIVA, un metodo che punta a PRODURRE SOLO IL VENDUTO, SENZA FARE MAGAZZINO, CON PIÙ CASH SUL TUO CONTO CORRENTE.

La basi di questo metodo si rifanno alla LEAN MANUFACTURING, più comunemente conosciuta come TOYOTA WAY o METODO TOYOTA. Questo concetto è applicato ad un grande numero di business, aziende, banche, supermercati, in sintesi è un modo di lavorare per rendere efficiente ed efficace la tua attività eliminando sprechi e ottimizzando tutto su attività che portano vero valore nel tuo processo produttivo.

Il METODO FLESSIBILITÀ PRODUTTIVA è il succo, il concentrato di questo modo di operare, ma focalizzato SOLO ed ESCLUSIVAMENTE a utilizzatori di macchine utensili.

Infatti, proprio dal metodo, è nato il MULTICENTER, una macchina nata e progettata per applicare in modo semplice e veloce il METODO!

Personalmente penso e sono convinto che sia la PRIMA MACCHINA AL MONDO che è stata progettata per un METODO di lavoro, in altre parole è stata progettata pensando all’organizzazione aziendale e al modello di business da applicare.

Fino a prima – e ancora oggi – nel Mondo della Produzione accade il contrario: si decide il modello di business aziendale e poi si cerca quale macchina utensile può  avvicinarsi a quel modello, adattando macchine esistenti NON progettate per quel modello di business!!

Ecco perché “PREDICO” il modello di business, infatti il mio prodotto di punta è il modello di business rappresentato nel libro FLESSIBILITÀ PRODUTTIVA che è stato pubblicato solo nel 2015 e si è già diffuso rapidamente in oltre 12.000 copie e tradotto in 9 lingue.

Oggi gli imprenditori e utilizzatori di macchine transfer che vogliono attaccare e non scappare dalla prossima crisi in arrivo, hanno a disposizione un METODO da poter implementare così da affrontare a testa alta la prossima crisi in arrivo!

 

SECONDO MODO: AZIENDE UTILIZZATRICI DI CENTRI DI LAVORO IN BATTERIA

 

Il METODO FLESSIBILITÀ PRODUTTIVA risulta un modo molto efficace per utilizzatori di centri di lavoro in batteria.

Grazie agli strumenti principali a disposizione di questo metodo, tra cui le Macchine Flessibili, nel Mondo della Produzione oggi è possibile finalmente tagliare il personale di produzione, ridurre drasticamente l’energia necessaria, semplificare le attrezzature di bloccaggio con un conseguente minore impatto economico sul costo pezzo, ottenere un unico processo produttivo invece che più processi produttivi da tenere sotto controllo, ridurre lo spazio occupato, con costo dell’automazione drasticamente tagliato.

Questi sono solo alcuni punti di vantaggio se applicherai questa strategia rispetto ad utilizzare i comuni centri di lavoro, infatti il METODO PUNTA A TRASFORMARE I TUOI COSTI FISSI IN MARGINE OPERATIVO LORDO (MOL), quella voce che trovi a bilancio, è un indicatore di redditività che evidenzia il reddito di un’azienda basato solo sulla sua gestione operativa.

Il MOL è un dato più importante dell’utile per gli analisti finanziari perché permette di vedere chiaramente se l’azienda è in grado di generare ricchezza tramite la gestione operativa, e il METODO FLESSIBILITA’ PRODUTTIVA punta proprio a migliorare la gestione operativa della tua azienda!

Detto questo. ti ho illustrato brevemente come il METODO FLESSIBILITÀ PRODUTTIVA è implementato solamente in due modi ben precisi: UTILIZZATORI DI MACCHINE TRANSFER o utilizzatori di CENTRI DI LAVORO IN BATTERIA.

 

Se vuoi affrontare al meglio il Mondo della Produzione e approfondire di più il metodo,

procurati il libro

FLESSIBILITÀ PRODUTTIVA 

visitando

>>> www.libroflessibilitaproduttiva.com <<<

Il mio libro dedicato agli utilizzatori di macchine utensili che vogliono fare il salto di qualità ti aspetta!!!

 

Ai tuoi risultati,

Maurizio.